Massimiliano Pelletti
Massimiliano Pelletti

Massimiliano Pelletti was born on 27 January 1975 in Pietrasanta (Lucca, Italy), where he lives and works. From an early age, he spent time in his family's artisan workshop, where he learned the techniques of marble carving from his grandfather Mario, becoming immersed in the sculptural tradition that has shaped the region for centuries and preserved its artistic heritage through the practices of sculpture and restoration.
After graduating from the Liceo Artistico "Stagio Stagi" in Pietrasanta, he earned a degree in Philosophy from the University of Pisa. His philosophical education informs his artistic practice, leading him to investigate the relationship between matter, time, memory, and transformation—concepts that form the core of his research.
He made his debut in 2006 with his participation in the 12th Biennial of Young Artists from Europe and the Mediterranean. In the years that followed, he took part in major national and international exhibitions, including the Alexandria Biennale in Egypt and the 54th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia, where he exhibited in the Italian Pavilion.
His practice develops from the tradition of classical sculpture while expanding its language through an investigation into matter and the persistence of images. Alongside marble, he works with quartz, onyx, limestone, and other natural stones, embracing their veins, inclusions, fractures, and crystallisation processes as constitutive elements of the work itself. Matter ceases to be merely the support of form, becoming instead an active presence that participates in the construction of the image, making visible the transformations wrought by time and nature.
Central to his practice is an ongoing dialogue with tradition, sustained by the collection of classical plaster casts inherited from his grandfather and continuously expanded over the years. Far removed from any imitative intent, Pelletti approaches the legacy of ancient sculpture as an archive of forms and memory through which to interrogate the present. His works inhabit a suspended dimension between archaeological relic and an organism in transformation, where permanence and metamorphosis, construction and erosion, memory and becoming coexist in dynamic equilibrium.
In recent years, his work has been presented in museums, institutions, and international exhibitions, finding a significant synthesis in the exhibition Versus at the National Roman Museum – Palazzo Massimo. He collaborates with Italian and international galleries and regularly participates in leading art fairs, including TEFAF Maastricht, Art SG Singapore, and The Winter Show in New York. His works are held in public and private collections in Italy and abroad.
Through a language that intertwines artisanal knowledge, philosophical reflection, and material experimentation, Massimiliano Pelletti has developed a practice that brings the classical tradition into dialogue with contemporary discourse. His sculptures explore the persistence of images and the capacity of matter to preserve, transform, and continually regenerate their meaning, offering a reflection on the relationship between memory, time, and transformation.

 


 

Massimiliano Pelletti nasce il 27 gennaio 1975 a Pietrasanta (Lucca), dove vive e lavora. Fin dall'infanzia frequenta il laboratorio artigiano di famiglia, nel quale apprende dal nonno Mario le tecniche della lavorazione del marmo, entrando in contatto con la tradizione scultorea che da secoli caratterizza il territorio e ne custodisce il patrimonio artistico attraverso la pratica della scultura e del restauro.
Dopo il diploma presso il Liceo Artistico "Stagio Stagi" di Pietrasanta, consegue la laurea in Filosofia all'Università di Pisa. La formazione filosofica orienta la sua ricerca verso una riflessione sul rapporto tra materia, tempo, memoria e trasformazione, temi che costituiscono il nucleo della sua pratica artistica.
Esordisce nel 2006 con la partecipazione alla XII Biennale dei Giovani Artisti d'Europa e del Mediterraneo. Negli anni successivi partecipa a importanti esposizioni nazionali e internazionali, tra cui la Biennale di Alessandria d'Egitto e la LIV Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, nel Padiglione Italia.
La sua ricerca si sviluppa a partire dalla tradizione della scultura classica, ma ne amplia il linguaggio attraverso un'indagine sulla materia e sulla persistenza delle forme. Accanto al marmo impiega quarzi, onici, calcari e altre pietre naturali, valorizzandone venature, inclusioni, fratture e processi di cristallizzazione come elementi costitutivi dell'opera. La materia cessa di essere mero supporto della forma per affermarsi come presenza attiva che partecipa alla costruzione dell'immagine, rendendo visibili le trasformazioni impresse dal tempo e dalla natura.
Fondamentale nel suo percorso è il dialogo con la tradizione, alimentato dalla collezione di modelli classici in gesso ereditata dal nonno e costantemente ampliata nel corso degli anni. Lontano da ogni intento imitativo, Pelletti utilizza il patrimonio della scultura antica come un archivio di forme e di memoria attraverso cui interrogare il presente. Le sue opere si collocano in una dimensione sospesa tra reperto archeologico e organismo in trasformazione, dove permanenza e metamorfosi, costruzione ed erosione, memoria e divenire convivono in un equilibrio dinamico.
Negli ultimi anni la sua ricerca è stata presentata in musei, istituzioni e manifestazioni internazionali, trovando una significativa sintesi nella mostra Versus al Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo.
Collabora con gallerie italiane e internazionali e partecipa a importanti fiere d'arte, tra cui TEFAF Maastricht, Art SG Singapore e The Winter Show di New York. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private in Italia e all'estero.
Attraverso un linguaggio che intreccia sapere artigianale, riflessione filosofica e sperimentazione materica, Massimiliano Pelletti sviluppa una ricerca che pone la tradizione classica in dialogo con il dibattito contemporaneo. Le sue sculture esplorano la persistenza delle immagini e la capacità della materia di conservarle, trasformarle e rigenerarne continuamente il significato, proponendo una riflessione sul rapporto tra memoria, tempo e trasformazione.


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